Se c’è una nazione che può essere un banco di prova per tutte le soluzioni e le criticità delle policy dei social network questa è la Germania. Ne è ultimo e perfetto esempio l’attrito fra Facebook e la legge sull’hate speech, che in terra tedesca è particolarmente restrittiva essendo collegata a specifiche norme contro l’apologia del nazismo e il negazionismo dell’Olocausto. Così si è attualmente in una situazione di stallo che non piace a nessuno.

La vicenda di Yorai Feinberg, un ristoratore finito in una pagina Facebook di estremisti di destra che ha creato una inquietante mappa gemella di quella della italiano di revenge porn: una sorta di imputazione per “omesso controllo”. Discutibilissimo quanto si vuole, ma meno in Germania dove ci sono norme particolari.

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