Chi ha viaggiato negli ultimi anni con Alitalia su voli a lungo raggio avrà avuto modo di vivere un esperienza ai confini del tempo. Il sistema di intrattenimento a bordo, pensato per intrattenere i viaggiatori durante le lunghe tratte intercontinentali, propone ancora oggi film nati in 16:9 (se non addirittura in cinemascope) e rimasterizzati appositamente in 4:3 con la classica (e oramai desueta) mutilazione pan&scan. Uno scempio che però – come abbiamo scoperto in esclusiva – sta per finire. Ma andiamo per gradi.


 


Un solo master per tutti gli aerei codificato in MPEG1


Immaginate film di primo livello, ricchi di effetti speciali e scene mozzafiato mutilati di buona parte del fotogramma e mostrati sullo schermo 16:9 con due bande nere laterali. La prima domanda che ci si pone è semplicemente: perché?


La cosa è ancor più fastidiosa in considerazione del fatto che su molti aeromobili Alitalia lo schermo del sistema di in-flight entertainment è appunto 16:9. Un vero peccato, perché la selezione di film è quasi sempre ampia e con titoli recenti e – artisticamente – di buona qualità. Il volo diventa così un momento ideale per dedicarsi alla visione di film e recuperare magari qualche titolo che ci si è persi al cinema. Un piacere che viene in gran parte smorzato dall’opera di rimasterizzazione che Alitalia commissiona alle società che forniscono i contenuti e che impone all’utente uno spiacevole balzo indietro nel tempo. L’avviso mostrato all’inizio della visione parla chiaro: “I contenuti sono stati modificati per essere adattati al dispositivo”. Almeno fosse – viene da pensare – dato che lo schermo – almeno quello che molti viaggiatori si trovano davanti – è un 16:9, mentre il film viene drammaticamente tagliato in 4:3.  


Inoltre, va anche citata la codifica oramai sorpassata: i film sui voli Alitalia, almeno secondo quanto comunicatoci dalla società, sono ancora codificati in MPEG1: la codifica poco efficiente, unita al bitrate e alla risoluzione decisamente bassi, genera i “quadrettoni” che caratterizzano l’immagine, soprattutto sugli sfondi, cosa che ricorda più il mondo di Minecraft che Hollywood.


 


Privilegiato il 4:3 per “difendere” il maggior numero di aeromobili. La codifica è ancora MPEG1


Ci siamo mossi per cercare di capirne di più su questa – almeno apparente – assurdità. Tanto più che tutte le principali linee aeree europee (come Lufthansa e British Airways) sono da tempo passate ai master widescreen. Gli aeromobili a lunga percorrenza di Alitalia, quelli che sono equipaggiati con un sistema digitale di intrattenimento in volo, sono 24 (25 a breve con l’introduzione di un nuovo Boeing 777). Di questi, fino a pochi mesi fa la maggioranza disponeva appunto di schermi 4:3. Tra le soluzioni possibili per ovviare a questa situazione c’era la possibilità di mostrare un contenuto nel formato 16:9 corretto (o più corretto) con le bande nere sopra e sotto (il classico letterbox) oppure il pan&scan a schermo 4:3 intero. 


In questo esempio ecco come un film in widescreen viene visualizzato su display 4:3 e su display 16:9 a seconda della scelta che viene fatta per il formato del master. Ovviamente con il master in 4:3 una parte rilevante del fotogramma viene persa. In questa scena in particolare la parte persa è poco significativa, ma normalmente può anche portare a tagli di soggetti importanti.


Oggettivamente, fare letterbox su un display molto piccolo e a una risoluzione molto bassa, avrebbe portato a una dimensione utile e a una qualità dell’immagine decisamente ridotta. Per questo motivo Alitalia ha deciso – almeno fino ad oggi – di ricorrere al master pan&scan tagliato ai lati. Purtroppo – ci hanno spiegato da Alitalia – è impossibile acquistare due master diversi per ogni film perché questo avrebbe di fatto raddoppiato i costi, cosa non certo intuitiva ma che non abbiamo elementi per smentire. Di fatto, così facendo, Alitalia ha penalizzato i velivoli meglio attrezzati e i loro passeggeri, propinando film mutilati in pillarbox su schermi 16:9.


 


Dal 2017 solo master in 16:9. Almeno si spera.


La situazione potrebbe però cambiare presto. Infatti, tutto il parco aeromobili a lungo raggio di Alitalia sta da mesi subendo il cosiddetto “refitting”, una ristrutturazione in piena regola che prevede la sostituzione di tutti gli interni, sistema di entertainment compreso. A questo punto i mezzi con i nuovi sistemi con schermi 16:9 sono diventati 14, contro i 10 non ancora adeguati (ma che saranno rimodernati nei prossimi mesi).


Per questo motivo – secondo quanto comunicatoci da Alitalia stessa – dall’anno nuovo, anzi forse già dal mese di dicembre di quest’anno, gli acquisti dei nuovi master saranno fatti in 16:9, andando finalmente a massimizzare la qualità percepita dalla maggioranza dei viaggiatori Alitalia. Un altro effetto della novità annunciata sarà anche il passaggio alla codifica MPEG4 che, a parità di bitrate, dovrebbe drasticamente migliorare non poco la qualità di immagine. 


La decisione dovrebbe avere effetti quasi immediati: i diritti dei film per il mondo aeronautico vengono acquistati normalmente per periodi di due mesi. Al più tardi a marzo 2017 sui voli Alitalia dovrebbero esserci solo film in formato 16:9.


Ci rallegriamo della novità e prendiamo nota dell’impegno di Alitalia per verificare nei prossimi mesi quanto verrà effettivamente fatto. Resta il dubbio su che cosa accadrà sulle macchine non ancora aggiornate al 16:9: siamo sicuri che anche il vecchio sistema di bordo sia in grado di decodificare stream MPEG4? Oppure, solo per questi aerei verrà mantenuto il vecchio master 4:3? Se sarà così, allora resta da chiedersi perché il passaggio al 16:9 non sia stato deciso prima, per esempio prima della nostra segnalazione. Ma questo, probabilmente, non lo sapremo mai. 

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